Escursione ad anello ai rifugi Gnutti, Baitone e Tonolini partendo dal Ponte del Guat
L’anello dei rifugi Gnutti, Baitone e Tonolini è uno dei giri più completi della Val Malga, la valle laterale che da Sonico, in Val Camonica, si spinge nel cuore granitico del Parco dell’Adamello. In una sola giornata si toccano tre rifugi, due valli glaciali e una serie di laghi d’alta quota: il bacino del Lago Miller, il grande Lago Baitone e il piccolo Lago Rotondo, sulle cui rive sorge il Tonolini.
L’anello misura circa 13,3 km con 1040 m di dislivello in salita e richiede intorno alle 6 ore di cammino, soste escluse. Il punto più alto si tocca proprio al Rifugio Tonolini, poco sotto i 2500 m. Lo consideriamo impegnativo: non per vere difficoltà tecniche, ma per la lunghezza, per la salita ripida delle Scale del Miller e per la breve cengia del Passo del Gatto, protetta da cavi, che chiede passo sicuro e un minimo di abitudine al vuoto. È quindi un’escursione per camminatori allenati; se cercate qualcosa di più semplice, o al contrario più alpinistico, trovate due alternative nella sezione varianti.
Non serve portare il pranzo al sacco: i tre rifugi sono gestiti durante la stagione estiva, indicativamente da metà giugno a settembre, ma conviene sempre telefonare per conferma, soprattutto a inizio e fine stagione. Il periodo migliore va da fine giugno a inizio ottobre. A inizio estate sui versanti in ombra possono resistere nevai, mentre in autunno i larici e i pascoli si colorano di giallo e arancio e la luce radente rende i laghi ancora più intensi, come nelle foto scattate durante il nostro ultimo giro di fine settembre.

Come arrivare al Ponte del Guat e dove parcheggiare
Il punto di partenza è il Ponte del Guat (1528 m), dove finisce la strada asfaltata della Val Malga. Lasciata la statale 42 del Tonale, si sale in valle da Rino di Sonico oppure da Malonno: le due strade si congiungono e proseguono lungo il torrente, oltre il Rifugio Val Malga, fino al ponte. L’ultimo tratto è stretto e tortuoso, quindi guidate con calma e prestate attenzione agli incroci.
Si parcheggia ai due lati del ponte. Nei fine settimana d’estate i posti finiscono presto, per cui vi consiglio di arrivare entro le 8. Ricordate che dal 15 giugno al 15 settembre le aree di sosta lungo la strada tra il ponte e la località Premassone sono a pagamento con tariffa giornaliera: prima di partire verificate le condizioni aggiornate sul sito del Comune di Sonico. Da Milano servono circa due ore di auto.
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Rifugi Gnutti, Baitone e Tonolini: itinerario principale
Dal Ponte del Guat alle Scale del Miller
Dal parcheggio si attraversa il ponte e si segue la mulattiera nel bosco che in pochi minuti porta alla Malga Premassone. Poco oltre il sentiero si divide: a sinistra sale il 613 verso il Baitone, che userete al ritorno, mentre per l’anello si tiene la destra, in direzione della Val Miller e del Rifugio Gnutti.
Dopo un tratto dolce tra larici, mirtilli e rododendri, il sentiero affronta il grande gradino roccioso che sbarra la Val Miller e lo vince con le Scale del Miller: decine di tornanti stretti, in parte intagliati nella roccia, che fanno salire di quota molto in fretta. È la parte più faticosa della giornata. Tenete un ritmo regolare e, se potete, affrontatela al mattino presto, prima che il sole arrivi sul versante.

Il Rifugio Gnutti e il Lago Miller
In cima ai tornanti la valle si apre in una conca glaciale, circondata da pareti chiare di tonalite, la roccia granitica che dà all’Adamello il suo colore grigio argento. Pochi minuti ancora e si arriva al Rifugio Serafino Gnutti (2166 m), appoggiato sopra la diga del Lago Miller, un bacino artificiale che a fine stagione si abbassa lasciando scoperte le sponde. Dal Ponte del Guat servono circa 2 ore.
Il rifugio, inaugurato nel 1975, è la base per le salite all’Adamello dalla Val Miller e alla Cima Plem. Per voi è la prima sosta, giusto il tempo di un caffè e di riempire la borraccia prima di cambiare valle.

Il Passo del Gatto e la traversata al Rifugio Baitone
Dal Gnutti si imbocca il sentiero 601, parte dell’Alta Via dell’Adamello, che piega verso nord-ovest e taglia il fianco della montagna in direzione della conca del Baitone. Il tracciato è largo e a tratti gradinato, con un leggero saliscendi fino al Passo del Gatto (2107 m), che si trova addirittura un po’ più in basso del rifugio.
Qui il sentiero si trasforma in una cengia ricavata nella parete, esposta sul vallone e assicurata da cavi e catene nei punti più aerei. Non ci sono passaggi di arrampicata, però serve concentrazione, specie con la roccia bagnata. Oltre la cengia si risale per gradoni e placche fino alla diga del Lago Baitone e al Rifugio Baitone (2281 m), che si raggiunge in 45 minuti o un’ora dal Gnutti.

Il Lago Baitone è il più esteso della zona: un bacino lungo e profondo, dalle sfumature che passano dal turchese al blu cobalto secondo l’ora e le nuvole, chiuso verso nord da una corona di cime granitiche. Il rifugio, accanto alla diga, è un’ottima alternativa per il pranzo se preferite fermarvi a metà giro.

Lungo il Lago Baitone fino al Rifugio Tonolini
Dal Baitone si continua sulla sponda orientale del lago, lungo un sentiero comodo che guadagna quota a poco a poco tra massi e dossi levigati dai ghiacciai. In circa 45 minuti, con meno di 200 m di salita, si arriva al Rifugio Franco Tonolini (2450 m), il punto più alto dell’anello.

Il Tonolini, di proprietà del CAI di Brescia, sorge in riva al Lago Rotondo, nel mezzo della conca del Baitone. Attorno si alza un anfiteatro di cime di granito, con la Cima Plem e il Corno del Cristallo verso est, e una manciata di laghetti glaciali, tra cui il Lago Bianco. È il posto ideale per la pausa lunga: seduti sulla terrazza, con i laghi davanti, la fatica delle Scale del Miller sembra già lontana.

Il rientro dalla sponda occidentale e dal Baitoncello
Il ritorno non ripercorre l’andata. Dal Tonolini si scende verso la sponda opposta del Lago Baitone e la si costeggia in direzione sud, tra rocce montonate e piccole pozze d’acqua, con il lago sempre sulla sinistra. È il tratto più rilassante della giornata e offre gli scorci più belli sul bacino e sulle montagne che vi si specchiano.

All’estremità meridionale del lago il sentiero 613 lascia la conca e scende a tornanti sui pascoli del Baitoncello, con la Val Malga che si apre sotto di voi. Il fondo è buono, ma i quasi 1000 m di discesa si fanno sentire: i bastoncini aiutano a risparmiare le ginocchia. In circa 2 ore dal Tonolini si torna nei pressi della Malga Premassone e da lì al Ponte del Guat, chiudendo l’anello dei rifugi Gnutti, Baitone e Tonolini.


Varianti al percorso
Dal Rifugio Gnutti al Tonolini per il Passo del Cristallo
Per escursionisti esperti che cercano una giornata più alpinistica, dal Rifugio Gnutti si può raggiungere il Tonolini scavalcando il Passo del Cristallo (circa 2880 m), l’intaglio tra il Corno del Cristallo e la Cima Plem. Questa variante prende il posto della traversata per il Passo del Gatto e aggiunge circa 400 m di dislivello e un’ora e mezza o due di cammino, per un totale di circa 1450 m di salita. È un percorso EE: affrontatelo solo con meteo stabile, senza neve sul versante nord e con esperienza di terreno d’alta montagna; il casco è consigliato.
Dal Gnutti si risale la Val Miller sul sentiero che porta verso la via Terzulli per l’Adamello, in parte a fianco di un canale di derivazione. Dopo circa un chilometro una traccia a sinistra, segnata da bolli e ometti, sale tra pietraie e lastroni fino al passo, da cui si vedono il Lago Bianco e il Lago Rotondo con il Tonolini. La discesa sul lato del Baitone è la parte delicata: un salto di roccia quasi verticale di una cinquantina di metri si supera con l’aiuto di una catena, poi un lungo diagonale su detriti, a tratti esposto, porta sul fondo della conca. Dal Tonolini si rientra come nell’itinerario principale; con una breve deviazione verso la diga potete passare anche dal Rifugio Baitone.
Variante facile: al Rifugio Tonolini passando dal Baitone
Chi preferisce evitare le Scale del Miller e la cengia del Passo del Gatto può salire direttamente alla conca del Baitone e al Tonolini, rinunciando al Gnutti. È il modo più semplice per vedere i laghi senza percorrere l’intero anello dei rifugi Gnutti, Baitone e Tonolini: circa 11 km tra andata e ritorno, 920 m di dislivello e 5 ore di cammino, sempre su sentiero escursionistico senza tratti attrezzati. Va bene per escursionisti allenati e per ragazzi abituati a camminare in montagna.
Dal Ponte del Guat si prende il sentiero 613, lo stesso che nell’anello si percorre in discesa, e si sale a tornanti sui pascoli del Baitoncello fino alla diga del Lago Baitone e al rifugio, in circa 2 ore. Da lì si costeggia la sponda orientale fino al Tonolini, come nell’itinerario principale, e si rientra lungo la sponda occidentale per poi riprendere il 613 verso valle. Se le gambe chiedono tregua potete anche fermarvi al Baitone: risparmierete quasi 200 m di salita e un’ora e mezza di cammino.

Domande frequenti
Calcolate circa 6 ore di cammino effettivo per 13,3 km e 1040 m di dislivello, a cui aggiungere le soste nei rifugi. Partendo entro le 9 si rientra con comodo nel pomeriggio.
Si parte dal Ponte del Guat, in fondo alla Val Malga sopra Sonico, e si sale con il sentiero 613 passando dal Rifugio Baitone e dalla sponda orientale del lago, in circa 2 ore e mezza. In alternativa ci si arriva con l’anello descritto in questa guida, passando prima dal Rifugio Gnutti.
Il percorso è escursionistico, con il breve tratto EE della cengia del Passo del Gatto, attrezzata con cavi e catene. L’impegno è soprattutto fisico, per la lunghezza e per la salita delle Scale del Miller.
Il Rifugio Tonolini si trova a circa 2450 m, sul Lago Rotondo nella conca del Baitone, ed è il punto più alto dell’anello.
L’anello completo non è adatto ai bambini piccoli né ai cani, per la lunghezza e per la cengia esposta del Passo del Gatto. Con ragazzi allenati è meglio scegliere la variante facile che sale al Baitone e al Tonolini senza passare dal Gnutti.








